venerdì 11 febbraio 2011

Mirafiori, Articolo 41 e 41 bis


C’è un solco invisibile che collega la fabbrica, l’ipotesi di modifica dell’art.41 della costituzione e il carcere duro per i mafiosi. E’ un solco che parte dal campo di Mirafiori dove s’è deciso di seminar gramigna anziché grano, sottoscrivendo quell’accordo di Marchionne. Il problema non è quello delle condizioni di lavoro che stabilisce perché quelle e solo quelle, benché dure, riguarderanno i 5500 lavoratori dello stabilimento, anzi, a dire il vero neanche tutti. Il resto, invece, riguarderà milioni di cittadini italiani perché, quello sottoscritto, è un vero e proprio manuale che tutte le aziende possono seguire per ridurre ad impotenza i cittadini lavoratori dipendenti, impedendo loro di poter avere la benché minima possibilità di organizzarsi per contrattare alla pari con le imprese, la loro condizione salariale e lavorativa. Nessuno ha spiegato chiaramente che i lavoratori dello stabilimento verranno riassunti nella nuova società, la famigerata New-Co, alla sola condizione che abbiano individualmente sottoscritto l’accordo collettivo, sostitutivo del contratto nazionale di lavoro, che diventerà parte integrante del loro contratto di assunzione dove saranno indicati gli obiettivi produttivi che, se il singolo lavoratore, per qualsiasi ragione, non consentirà di raggiungere, sarà perseguibile fino al licenziamento per violazione dei termini contrattuali e quindi per giusta causa. Chi non accetterà quelle condizioni rimarrà nella vecchia società che, dopo aver ceduto alla nuova le attività, “cesserà l’attività” e quindi sarà licenziato. Il tutto senza che i lavoratori si siano spostati di un solo centimetro dal loro posto di lavoro. Un bel raggiro, insomma, una bella truffa che spiana la strada allo Statuto dei Lavori che, diversamente da quello dei Lavoratori che verrà cancellato, metterà sullo stesso piano il lavoratore dipendente, col fornitore dell’azienda. Anzi no, perché col collegato al lavoro, mentre il fornitore potrà appellarsi alla giustizia per veder riconosciuto un diritto stabilito dalla legge, il lavoratore dipendente non lo potrà più fare. Egli si dovrà rivolgere ad un arbitro che deciderà “secondo equità”. Così se sarai un lavoratore autonomo verrai considerato un cittadino che può godere del diritto universale alla giustizia mentre, se sarai un lavoratore dipendente, dovrai mediare il tuo diritto con quello dell’azienda e ciò che otterrai sarà sempre meno di quanto ti concede la legge, cioè, se fai impresa, se sei imprenditore di te stesso se, in conclusione, incarni l’essere impresa con l’essere persona, sarai un cittadino di seria A, altrimenti sarai “solo” una persona e sarai un cittadino di serie B. Geniale intuizione che finalmente darà anche all’impresa il diritto al companatico, alla salute, a vivere dignitosamente, all’istruzione, ad essere libera ad avere bisogni primari fondamentali. E se l’impresa si è fatta uomo, ecco che diventa inutile richiamare, all’art. 41 della costituzione, la necessità che non operi “in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”, nonché “indirizzata e coordinata a fini sociali”. Quindi, togliamolo! Eh che cavolo! Che liberazione! Finalmente l’impresa non è più tenuta a rispettare la legge, la persona, il territorio! Erano anni che Totò Riina e Bernardo Provenzano sostenevano questa tesi nella più che totale incomprensione, poveretti! Finalmente anche loro potranno costituire la Mafia S.p.a. presso la camera di commercio e uscire dal regime del 41 bis. Che soddisfazione! Non sono più un pericolo per lo Stato. Eppure mi chiedo: siamo sicuri che sia più pericoloso per lo Stato chi si fa uomo-impresa della mafia costituendo un Sotto-Stato che opera dentro lo Stato costituito oppure lo è di più chi demolisce lo Stato, svilendo e svuotando le istituzioni e piegando l’intero quadro legislativo e costituzionale alle necessità di quell’uomo-impresa?

Fabio Pozzerle

2 commenti:

  1. a tutto questo perà ci devi aggiungere il viaggio in treno...di bonanni e angeletti con Tremonti, cosi il qudro si completa.
    credono di poter far crescere e nascere una nuova epoca, un nuovo e diverso modi di vivere e fare sindacato e politica dentro e fuori le fabbriche, non capiscono che questi cambi culturali semmai nascono dal popolo, dai movimenti dai soggetti politici, certamente non da due fantocci che hanno deciso che va bene cosi e neppure dai decreti legislativi.

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  2. certo che Fabio quando te posti qualcosa e' Veramente devastante, tutto quello che hai scritto e' il (magnifico) futuro che ci aspetta. Pero' bisogna anche guardare la realta' chi ha votato quel -contratto- li: i lavoratori(certo tu mi dirai che sono stati ricattati)e se questi non sono capaci di difendere la loro dignita' dove vuoi andare, sicuramente una buona parte ha detto no(fiom) ma gli altri?...percio' se tutti i lavoratori italiani non scenderanno nelle piazze superincazzati vuol dire che la maggior parte e' tutta RICATTABILE!!!

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