sabato 12 marzo 2011

Rivolta cerebrale


Questa roba qui sopra la vedete? La riconoscete? Fate fatica vero? Osservatela bene: è la nostra cara Italia! A volte per cambiare in modo radicale bisogna partire cambiando il punto di vista. Ah quanto ti ho avuta nella testa, fatta esattamente così! Ci ronzavi dentro perché volevo rovesciare tutti i concetti, tutte le visioni, tutti i punti di vista, a partire proprio da quello lì, perché ciò che più desideravo era di uscire dallo status quo, dai luoghi comuni. Fuori da ciò che oggi pensiamo, diciamo e viviamo. Lontano anni luce dagli slogan ammuffiti, dal pensiero a senso unico, dalle false verità costruite per convenienza o sancite per convenzione. All’improvviso mi sei apparsa davanti come visione futura resuscitata da un remoto passato, fatta per gli stessi scopi che mi ostino a perseguire in queste pagine: fare gli italiani. Me la voglio tener davanti mentre sputo queste frasi. La voglio fissare e studiare nel dettaglio per cacciarmela nella testa, defenestrando dal cervello le vecchie cartine delle aule scolastiche. La guardo, mi piace, questa è l’Italia che ci vuole. L’Italia della luce, del mare, degli orizzonti sconfinati, della voglia di vivere e di esistere. Delle isole che sono un arcipelago, non più disperse chissà dove ma raccolte accanto alla penisola. L’Italia dei vaffanculo finali. Vaffanculo alla menata dello stivale che non c’è più, al nord-sud che diventa est-ovest. Vaffanculo a quelli che lì non appaiono più! Ai crucchi e alle loro schiere inquadrate a plotoni; ai nobili decaduti austriaci con la puzza sotto il naso (il 1918 ancora gli brucia); agli svizzeri rovina d’Italia, cassaforte d’evasori e farabutti d’ogni genere; ai cugini francesi e “allons enfants de la Patrie” e per finire pure agli inglesi e al loro stramaledetto “the book is on the table!”. Bastaaa!!! 17 Marzo Compleanno d’Italia, di questa nuova Italia. Punto e a capo. W l’Italia!