lunedì 2 maggio 2011

1 Maggio 2011: capitolazione di una capitale.


L’Italia oggi non c’è più! Oggi Roma ha abdicato! Lo Stato ha abdicato per appiccare la miccia alle bocche da fuoco dei cannoni di una Chiesa-Stato che da oggi ha sancito di essere il centro del mondo ma soprattutto, il centro dell’italianità. Il vuoto delle nostre istituzioni lo hanno riempito loro. Oggi la capitale d’Italia è tornata ad essere la capitale dello Stato Pontificio che finalmente rende del tutto compiuti quei patti lateranensi serviti solo alle ambizioni fascistoidi che hanno cancellato, dopo appena 70 anni, quella laicità dello Stato conquistata col sangue dei nostri patrioti. Con quell'atto la Chiesa cattolica perse l’occasione di redimersi dalle vergogne del passato secolare. Oggi, perseverando, è ritornata del tutto a dichiarare la supremazia della cristianità su ogni cosa sfruttando la grandezza di un Giovanni Paolo II, il quale fu effettivamente un gigante della fede. La sua statura non l'avrebbe mai fatto scendere ad affermare, come nell’omelia di oggi in piazza San Pietro, che la speranza fosse stata usurpata dal solo marxismo. Perchè, sinceramente, faccio fatica a bermi il fatto che quella speranza usurpata, non lo fosse stata anche dal capitalismo dell’Opus Dei, delle potenti congregazioni religiose, della Compagnia delle Opere, dello IOR, dei Marcinkus che passò poi dai Calvi del Banco Ambrosiano, dalla Mafia e dalla P2. Solo pagine buie di un passato remoto crollato anche questo sotto le macerie del muro, oppure.....? E perchè dichiarare questo proprio oggi? Siete proprio coinvinti che fosse questa la giornata più adatta? Perchè avendolo fatto oggi, magari sono un visionario io, si è centrata proprio la giornata perfetta per cancellare l’unica cosa rimasta che potesse ricordare, anche solo lontanamente, che esiste un altro mondo. Un mondo di laici, non necessariamente comunisti, che sperano ancora che il popolo possa liberamente decidere il proprio futuro, senza aver bisogno di monarchi nostalgico medievali, che usano la cultura della paura, dell’afflizione e della pena per guidarlo. Un popolo al quale era rimasta un’ultima festa: il 1 maggio! E i nostri…? Ma quanto faccio fatica ad usare l’aggettivo possessivo “nostri” e, infatti, mi correggo. Gli "onorevoli" che occupano gli scranni delle nostre istituzioni, quelle sì che sono NOSTRE, non si sono persi l’occasione per spingere sull’acceleratore del loro programma cultural-massonico-piduista, che sfrutta i nuovi patti lateranensi mai scritti. Quelli che demoliscono lo Stato e consegnano nelle mani delle opere religiose o filo cattoliche le credenziali e i lauti compensi, che consentono loro di sostituirsi ad esso, lo Stato, nello stato sociale. Al Wojtyla in odor di santità ha reso omaggio anche il Silvio che a quella santità aspira e che, per togliersi di dosso l'olezzo delle sue azioni e della vergogna del bunga bunga, ha schierato tutto il potere mediatico che possiede e controlla, facendone un obolo che spera lo conduca all’indulgenza plenaria. Per seguire l’evento ha fatto occupare tutti gli spazi televisivi e informativi facendo sparire del tutto ciò che noi siamo, ciò che finalmente avevamo appena cominciato a ritenere fondamentale d'avere per sentirci ancora vivi come Italiani: l’Unità d’Italia. Cittadini una sola voce oggi si levi dentro di noi: RIVIVA L’ITALIA!!!

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