domenica 15 maggio 2011

ThyssenTruppen


C’hanno invasi e li abbiamo lasciati invaderci. C’hanno comperati e ci siamo fatti vendere. C’hanno saccheggiati e ci siamo lasciati saccheggiare e per finire c’hanno pure ammazzati. E noi? Noi ci siamo inchinati come servi di fronte alle ThyssenTruppen. Lo abbiamo fatto in nome del libero mercato e delle sue sacre regole mentre loro ne costruivano uno sacrilego all’estero e senza regole perché quelle le rispettano ma solo in patria. Fuori, invece, diventano tiranni. E noi? Noi, da coglioni, ci siamo bevuti il fatto che lo Stato non potesse esser imprenditore efficiente e ci siamo liberati anche dei gioielli parastatali cedendoli ai maestri dell’economia privata che di privato non ha proprio un fico secco visto che dietro ci sono sempre i Reich di turno a sovvenzionare. A proposito: a che Reich siamo arrivati? Quello del Fuhrer era il terzo: quello della Merkel che numero ha? E noi ad applaudire alla firma del patto d’acquisto così come facemmo col Patto d’Acciaio. Li abbiamo accolti eccitati, ansiosi di vederci liberati dal giogo delle inefficienti aziende statali. Ci siamo seduti come scolaretti ubbidienti nei nostri banchi ad imparare come si diventa grandi così come facemmo col Ribbentrop d’allora. Volevamo meno Stato e più libero mercato. Loro infatti ci hanno liberato dallo Stato e lasciati in mutande ma con un libero mercato che di libero non ha proprio nulla, visto che siamo servi e poveri più di prima. E rieccola qui l’italietta giolittiana, oggi berlusconiana, che applaude e si inchina alle ThyssenTruppen tedesche che poi girano i tacchi e se ne vanno, dopo essersi presi ciò che gli interessava avere. Servi, solo servi! Ecco ciò che siete! Altro che imprenditori! Altro che politici! La nostra Nazione si merita altro! Il popolo si merita altro! Ma diteci: è o non è strategico l’acciaio? All’Italia serve o non serve avere le acciaierie? Ma lo sapete che tutto ciò che ci circonda o è fatto con l’acciaio oppure viene prodotto con macchine fatte d’acciaio? E se a noi manca l’acciaio, ditemi, come facciamo a costruire ciò che ci serve oggi e domani? Loro, “i nostri maestri”, l’acciaio lo considerano strategico e quando lo considerano strategico diventa interesse della nazione averlo. Se è interesse della nazione allora lo Stato DEVE ASSOLUTAMENTE procurare di saperlo fare, l’acciaio. Solo che la Merkel, da brava massaia dice che VALE la pena di saperlo fare mentre, i nostri imprenditori-politici, ignoranti della saggezza popolare direbbero che COSTA la pena saperlo fare. Perché da sempre, sapersele fare in casa le cose, è più conveniente che farle da un’altra parte per poi comperarle già fatte! Lo sanno le massaie da Libro Cuore così come ogni singolo cittadino di questo stramaledetto paese che da sempre sa che, per sopravvivere, serve sapersi arrangiare perché… “chi fa da sé fa per tre”!! Se quella casa si chiama Italia e il popolo si chiama nazione, allora spetterà alla massaia chiamata Stato procurare di saper fare l’acciaio! Oppure no!? Che ne dite di una casalinga al governo?

2 commenti:

  1. ciao Fabio come al solito hai perfettamente ragione;ma ogni NAZIONE ha la massaia che si marita e per l'ITALIA....... va cosi. Siamo un popolo di coglioni. ciao J

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  2. finalmente qualcuno che mette a nudo la nostra realta', qveste truppen che ci hanno fatto credere che avrebbero portato innovazione e benessere(balle) ci hanno fatto vedere da lontano un luccichio(che ha noi sembrava oro) invece avvicinadoci era una luce sempre piu' intensa fino quasi ad accecarci(ed'e' quello che poi e' successo)Grazie Fabio ma sopratutto non dobbiamo ringraziare quelli che ci hanno SVENDUTO!!

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